Mal di schiena: una condizione comune ma spesso complessa
Il mal di schiena è una delle condizioni più frequenti nella popolazione generale, con un picco tra i 40 e i 70 anni e una crescita anche nei soggetti più giovani per sedentarietà o sport ripetitivi. La lombalgia non è sempre uguale: può essere la conseguenza di un sovraccarico, di un’ernia del disco, di una stenosi lombare o, più spesso, di un insieme di fattori biologici, psicologici e sociali. Per questo motivo il trattamento deve essere personalizzato e non esiste una sola terapia valida per tutti.
Epidemiologia
- Circa 2 persone su 3 sperimentano almeno un episodio di lombalgia nella vita.
- La prevalenza nella popolazione generale si colloca tra il 10% e il 30%, con una prevalenza “una tantum” nell’arco della vita del 65–80%.
- È una delle prime cause di limitazione lavorativa e sportiva.
- Fino al 60% dei pazienti può presentare dolore o recidive a 12 mesi dal primo episodio.
Questo dato supporta l’approccio riabilitativo attivo e di educazione, non il semplice riposo.
Eziologia (perché compare il mal di schiena)
La regione lombare è formata da vertebre, dischi, faccette articolari, legamenti, muscoli, fascia e strutture nervose: tutte possono diventare fonte di dolore. Nella maggior parte dei casi si parla però di lombalgia aspecifica (circa l’85% dei casi), cioè senza una sola lesione responsabile.
Tra le cause più frequenti troviamo:
- Discopatie ed ernia/protrusione del disco.
- Artrosi lombare / spondilosi.
- Spondilolistesi.
- Stenosi lombare.
- Fratture vertebrali (osteoporosi o traumi).
- Dolore miofasciale e trigger point.
- Cause rare ma importanti: tumori, infezioni, sindrome della cauda equina.
Ricorda: molte alterazioni viste in risonanza possono essere presenti anche in soggetti senza dolore. La diagnosi è prima clinica, poi strumentale.
Fattori di rischio
Il mal di schiena nasce spesso da una combinazione di fattori. I più associati a esordio o recidiva sono:
- Età 40–70 anni
- Sovrappeso/obesità
- Lavori pesanti o con vibrazioni
- Sport ad alta intensità e ripetitivi
- Pregressi episodi di lombalgia
- Sedentarietà e posture prolungate
- Fattori psicologici (ansia, depressione, paura del movimento)
- Bassa soddisfazione lavorativa
Caratteristiche e sintomi
- Dolore localizzato in zona lombare, rigidità, difficoltà a piegarsi.
- Irradiazione a gluteo e arto inferiore (sciatica/lombosciatalgia).
- Peggioramento con postura seduta, flessione, estensione o cammino.
- Eventuale formicolio, intorpidimento, debolezza.
Il paziente può riferire limitazioni nelle attività quotidiane e aumento della paura del movimento, contribuendo alla cronicizzazione.
Red flags e yellow flags
Red flags (invio immediato al medico):
- Dolore notturno o a riposo non spiegato
- Febbre, calo ponderale, storia di tumori
- Incontinenza o anestesia a sella
- Deficit neurologici progressivi
- Trauma importante o sospetta frattura
Yellow flags (rischio di cronicizzazione):
- Ansia, depressione, catastrofismo
- Paura del movimento
- Insoddisfazione lavorativa
- Bassa soglia del dolore
Imaging: quando serve davvero?
Le linee guida concordano: l’imaging non serve in tutte le lombalgie.
È indicato solo quando:
- sono presenti red flags;
- i sintomi neurologici sono gravi o progressivi;
- il dolore non migliora dopo adeguato trattamento conservativo;
- si sospettano cause specifiche (frattura, tumore, stenosi severa, infezione).
Trattamento fisioterapico allo Studio Capoferri
Il trattamento del mal di schiena deve essere personalizzato e può includere:
1. Educazione del paziente
- Spiegazione chiara della condizione
- Correzione di false credenze
- Consigli su posture e attività
- Incoraggiamento al movimento (il riposo assoluto è raramente utile)
2. Fisioterapia e terapia manuale
- Mobilizzazioni articolari
- Tecniche miofasciali
- Lavoro sul controllo lombopelvico
- Esercizi di respirazione e decongestione
3. Esercizio terapeutico (la parte centrale del recupero)
- Migliora forza e resistenza del core
- Riduce rigidità
- Ristabilisce controllo motorio
- Previene recidive
4. Rieducazione posturale e prevenzione
- Distribuzione migliore dei carichi
- Evitare sovraccarichi ricorrenti
- Routine di esercizi di mantenimento
5. Altre terapie di supporto
- FANS, miorilassanti, infiltrazioni (su indicazione medica)
- Chirurgia solo in casi selezionati
Perché rivolgersi al nostro centro
Allo Studio Capoferri il paziente con lombalgia viene valutato in modo completo (clinica, fattori di rischio, postura, lavoro, sport) e inserito in un percorso riabilitativo attivo, con obiettivi chiari: ridurre il dolore, recuperare funzione, prevenire le recidive.
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